"Il ciclone finale di Vendola"
23 gennaio 2010
di Luca Telese
da Il Fatto Quotidiano del 23 gennaio 2010.
Per esempio a Taranto, quando le mamme in prima fila si commuovono con i bambini stretti tra le braccia e lui grida: “Voi lo sapete cosa c’è voluto, per andare a mettere i sensori sopra le ciminiere dell’Ilva! E poi per votare una legge regionale che obbligasse le imprese a ridurre il limite di emissioni di diossina da 10 nanogrammi a uno solo. Uno!”. E’ come un’onda di emozione, prima ancora che un sentimento politico, qualcosa che attraversa la platea: “E voi lo sapete che cosa ho detto al padrone dell’Ilva, quando ci ho parlato? ‘Dottor Riva, io con lei sono stato scostumato. Io spesso l’ho insultata, pubblicamente. L’ho criticata quando lei ha licenziato gli operai… quando ha fatto resistenza ai controlli. Perché vede, dottor Riva io la rispetto, ma non sono sul suo libro paga! Se lei da cattolico ama la vita, deve rispettare anche la vita dei bambini di Taranto che si ammalano di tumore!’”. E a qual punto boato, ovazione, applausi, cori dal fondo “Ni-chi, Ni-chi!”, nella città più avvelenata d’Italia.
NICHI-EXPRESS. Se si vuole provare a capire cosa sta accadendo in Puglia, dove il ciclone di Nichi Vendola ancora una volta sconvolge i calcoli della classe politica e ribalta il verdetto di una partita che lo vedeva solo contro tutte le segreterie dei partiti del centrosinistra, non bisogna fare altro che seguirlo: ore, chilometri, discorsi a raffica, uno dopo l’altro. Oppure entrare nel suo quartier generale, a Bari, “La fabbrica di Nichi”. Un locale spartano arredato con materiali di recupero (tappi colorati per disegnare la cartina della Puglia, scatole di cartone al posto dei mobili, un logo con lettere di stoffa ritagliata) dove ogni giorno lavorano 30 volontari. Ci sono solo i tavoli: età media 25 anni, ognuno con il suo portatile, stanno tutto il giorno sulla rete a battere su Twitter e Facebook, ad aggiornare il sito, a coordinare i Nichi-express, ovvero gli autobus che fanno tornare in Puglia, gli studenti che vogliono votare alla primarie. “La fabbrica” da un contributo, i ragazzi pagano il resto (ogni autobus costa 2.500 euro). Ieri, giunti a quota 15 Nichi-bus, Ciccio Ferrara – l’uomo-macchina - ha allargato le braccia: “Abbiamo altre trenta richieste ma non abbiamo più una lira”.
VIDEO LETTERE. Oppure, per esempio le video lettere. Ogni giorno, a notte fonda, Vendola torna dai suoi massacranti giri di comizi, e ne registra una nella stanzetta in fondo. C’è un ragazzo con la web cam, la scenografia di un muro con qualche adesivo attaccato e il candidato che scherza: “Oh, così sembra la prigione di Aldo Moro…”. Ma, ogni sera Vendola registra una video-lettera che finisce sul sito. Ai fuorisede, alle madri, persino una, agrodolce a Massimo D’Alema. Il giorno dopo quel messaggio diventa regolarmente il titolo di apertura della “Gazzetta del Mezzogiorno”. Guerriglia mediatica a costo zero, ma efficacissima. Ci sono anche i sei per tre, 34 in tutto (hanno svuotato le casse del comitato). La campagna pubblicitaria, invece, è stata approntata, a prezzo politico, dai creativi di Proforma. Un grande manifesto con Vendola contornato da una folla di ragazzi. Slogan: “Solo contro tutti”. Ma siccome “tro” è cancellato, lo slogan diventa: “Solo con tutti”. E tutti l’hanno capita, tranne Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema, che ha denunciato un peccato di narcisismo (proprio lui, che ne è notoriamente immune). Ma se vuoi capire dove nasce il ciclone Vendola devi Vederlo all’opera, città dopo città, piazza dopo piazza, anche otto comizi al giorno.
IRONIE ANTI-MACHO. Non ci sono due appuntamenti dove faccia lo stesso discorso. Per esempio a Brindisi, dove sfodera un registro tutto ironico, in cui scherza e persino sulla propria omosessualità. Esordisce citando uno striscione: “Anche qui, Donne per Nichi….”. Sospiro teatrale. “Non sapete quanto mi faccia piacere, ma devo confessarvi che questa cosa mi sta creando problemi a casa” (risate, applausi). Per esempio a Fasano, alle undici di sera, con un megafono di fortuna, nella piazza centrale, trecento persone strette nei cappotti e un freddo cane: “Il primo gesto di Nichi presidente – spiega il coordinatore che lo introduce – è stato riaprire i reparti del nostro ospedale chiuso da Fitto! Nichi, noi siamo qui perché non ce lo siamo dimenticati”. E lui risponde con un discorso contro il localismo, spiegando che la cosa di cui va orgoglioso “E’ aver riorganizzato dal nulla la protezione civile, che in questa regione non esisteva!”. Alcune volte Vendola si dimentica persino di fare un appello al voto per le primarie. Va nei posti e lega la sua storia a quella delle persone che incontra. A Foggia, mille persone, e gli “internalizzati” della Sanità (quelli che lavorano nelle cooperative dei subappalti e che lui ha fatto assumere) con gli striscioni: “Ci avevano raccontato che era il mercato che imponeva la vostra precarietà… Ma poi scoprivo che le ditte di sub-appalto pagavano i lavoratori in nero, li facevano lavorare più del contratto e li pagavano meno! Allora abbiamo fatto una società della regione, vi abbiamo assunto, e abbiamo risparmiato un milione di euro!”. A un certo punto si alza un uomo con un bambino: “Nichi, ho chiamato mio figlio Nicola, perché tu ci hai ridato la speranza!”. Scena simile a Lecce, un uomo grida: “Presidente, grazie a te mia moglie adesso è incinta”. Sorriso e battuta senza rete del governatore: “Oddìo, il padre chi è?”. Viene giù la sala e incredibilmente l’uomo non si offende (che altro potrebbe permettersi di scherzare così).
ANELLO D’ORO. Ecco, se si vuole capire che cosa sta sorreggendo il governatore in queste ore bisogna sentirlo quando parla della vicenda dell’iscrizione nel registro degli indagati: “Questa estate, quando mi hanno sbattuto nel Tg1 di Monzolini con il titolo ‘Prostitute e cocaina’ stavo per mollare tutto. Ero disgustato. Ho detto a mia madre: ‘Meno male che papà non c’è più…”. Grida dalla sala: “Noooo! Nooo!”. E qui si innesta un numero quasi teatrale. Vendola si tocca il pollice, si sfila un anello d’oro: “Lo sapete cos’è questa? E’ la fede che un pescatore di Mola di Bari mi ha relegato quando sono stato eletto, il ricordo più ricco che aveva di sua madre. E’ il mio anello di fidanzamento con il popolo della Puglia! E io mai potrei macchiarmi di un reato, o di una scorrettezza, sapendo che lo porto al dito….Perché mi conoscete: io non ho case, non ho soldi, non ho truppe cammellate. Ho solo la mia onestà!”. Di nuovo gli applausi lo sommergono. Oppure quando racconta: “Il più bel regalo di Natale che ho ricevuto è la lettere di Danielle, madre di tre bambini, che mi ha scritto: ‘Ho passato bene il primo natale della mia vita, grazie di avermi aiutata’”. Quando D’Alema e i suoi uomini attaccano Vendola gli rimproverano di essere “un raccontatore di sogni”. Uno “Jacopo Ortis”, “un poeta”. Ma quando giri per le piazze di questa campagna elettorale, invece, trovi pezzi di comunità che sono stati toccati dall’inedita ed eclettica rete del Welfare vendoliano. Non solo madri e disoccupati, pazienti, ma un pezzo di borghesia che spesso è stato catturato fuori dai confini della sinistra. Costruttori – come Fabrizio Tardoni, vicepresidente di confindustria Taranto - conquistati dall’idea “dell’edilizia eco-compatibile”. Oppure imprenditori che si sono buttati sul business dell’eolico (”Compravamo energia, ora siamo il primo produttore italiano”). O incuriositi dal tormentone dei pannelli solari: “Lo sapete? A Verona, alla fiera del solare, c’era un solo politico italiano. E sapete chi era? Io! Ho visto dei pannelli di nuova generazione che assorbono dieci volte più energia dei vecchi. Se vinco li voglio su ogni edificio pubblico di questa regione! E voglio vendere ancora più energia!”. Scelte politiche che gli hanno portato l’unica dichiarazione di voto che Beppe Grillo abbia fatto per un politico in questi anni: “Il movimento cinque stelle non si presenta e invita a votare per Vendola”. Per non parlare delle borse di studio e dei master pagati ai giovani (il vero motore del sistema vendoliano) in tutta Europa: 10, 15mila euro a fondo perso con una sola condizione: “Noi abbiamo fatto studiare gli splendidi ragazzi di questa regione – ha raccontato Vendola a Bari - anche quelli che non vengono da famiglie povere. Con una sola condizione: che provino a tornare a casa, e a portare le loro conoscenze qui, nella loro terra”. E così, in ogni città e paese in cui Vendola mette piede, appena scende dalla macchina c’è una ragazza che fa: “Sono Giulia, ho fatto Bollenti Spiriti l’anno scorso!”. C’è un pezzo di Puglia che lo ama per queste cose, e non è quel tipo di consenso che si può costruire in una settimana o un mese.
L’ultimo anello di ragionamento è l’unica strofa che si ripetete su tutte le piazze: “Sì, sono solo, perché non sono mai rimastro intrappolato nel palazzo. Sono solo perché con la nostra esperienza di Riformismo radicale abbiamo fatto passare la pubblica amministrazione della Puglia, in cinque anni, dal feudalesimo al capitalismo. Sono solo perché non ho paura”. L’ultimo miracolo di Vendola è tutto qui: aver trasformato la propria debolezza nella propria forza. E aver usato la guerra di D’Alema come un lavacro rigenerante. E così, per seconda volta, se Vendola perde sarà “Jacopo Ortis” come vuole D’Alema, ma se - come sembra - vince le primarie contro gli apparati, viene proiettato alla vittoria alle regionali.
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massimiliano il 23/1/2010 alle 13:2 | |
Scrivevo il 4 luglio 2009...
19 gennaio 2010
Ecco un pezzo estrapolato da un mio post su questo blog:
Un'ultima considerazione riguarda Vendola.
Da qualche parte ho letto che qualcuno stia lavorando a candidare Boccia al suo posto nel 2010. Premetto che ritengo il prof.Boccia una delle migliori giovani competenze che questo partito possa esprimere, non fosse altro perchè ho seguito da vicino il suo lavoro fatto dopo il dissesto di Taranto.
E proprio perchè è una persona intelligente sono sicuro che non si presterà ad alcun giochetto politico così folle. Cosa diciamo ai pugliesi che Vendola ha governato bene ma "non ci piace più", come se fossimo su facebook (battuta rubata al compagno Labalestra)?
Ma si! questi giornali non sanno più cosa inventarsi per vendere due copie in più. Nessun politico esperto può pensare una cosa del genere, come se la Puglia fosse il Risiko con cui giocava da ragazzo.
E se la pensa NON SI AZZARDI A METTERLA IN PRATICA.
La rivoluzione gentile pugliese si farebbe sentire.
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massimiliano il 19/1/2010 alle 21:48 | |
Le risposte di Nichi Vendola alle dieci domande a di Francesco Boccia.
13 gennaio 2010
Premetto che stimo davvero tanto Boccia e che lo ringrazierò sempre per aver contribuito a far uscire Taranto, la mia città, dal dissesto come commisario straordinario dell'OSL.
Ma le domande che ha posto stasera a Vendola sembrano quelle di un oppositore, non le può rivolgere uno del PD, cioè uno che è parlamentare del Partito più importante della coalizione che ha governato CON Nichi Vendola la Puglia per 5 anni!!!
Le risposte di Nichi sono però abbastanza esaurienti e, permettetemi da tarantino, di sottilineare la 5^...non solo Nichi ha detto NO a quel progetto ma il suo Governo (quindi anche i consiglieri regionali tarantini del PD Mineo, Pentassuglia e Costantino) ha permesso di avere una legge che abbatte le emissioni di diossina, una legge storica che Taranto ricorderà per tanto tempo.
ORE 19,16 - BOCCIA, LE MIE DIECI DOMANDE A VENDOLA
A tre giorni dall'assemblea del Pdche sabato deciderà su alleanze e candidato presidente del centrosinistra in Puglia, Francesco Boccia utilizza “la formula di successo” delle 10 domande indirizzandole al suo antagonista Nichi Vendola per chiedergli conto di questi cinque anni di governo della Regione e delle scelte politiche fatte.
1)Non sei stato forse tu il primo a parlare in Puglia, quasi due anni fa sulle colonne del Corriere della Sera, di alleanza tra sinistra e Casini?
2) Non sei stato tu l’autore di un rimpasto nel luglio del 2009 che ha permesso l’entrata in giunta di un esponente Udc, Dario Stefano assessore all’agricoltura? E quel rimpasto non fu motivato da 'un’esigenza di allargamento della coalizionè?
3) Secondo te abbiamo vinto o perso la sfida sui tempi di attesa per una mammografia o una visita cardiologica?
4) Ritieni che la Puglia abbia completato il ciclo di trattamento dei rifiuti?
5) Perchè hai dato avvio e autorizzato l¨iter procedurale per il raddoppio della raffineria-monstre di Taranto dell¨Eni?
6) Perch‚ hai permesso che si spendessero quattro milioni di euro per consulenze esterne di stagisti e altro personale non bene identificato nell’amministrazione regionale?
7) Perch‚ hai licenziato dalla presidenza dell’Acquedotto il presidente Riccardo Petrella, che nel mondo si batte per l’acqua pubblica?
8) Ti sembra apprezzabile che la tua giunta abbia speso per tre giorni di spettacoli gratuiti nelle piazze pugliesi secondo lo schema 'panem et circenses' sei milioni, dico sei milioni di euro. Sai in quei giorni che cosa accadeva? Tremila lavoratori Ilva andavano in cassa integrazione.
9) Perchè se l’allargamento all’Udc lo propone Vendola è una lungimirante operazione politica, mentre se lo fa D’Alema èun inciucio affaristico? Per quanto mi riguarda, sono impegnato con il segretario regionale Blasi a cercare l¨unità e insieme lo faremo fino in fondo.
10) Perchè‚ se qualcuno critica, come me, l’azione di governo della Regione è bollato come amico del potere, mentre il potere, quello reale, che oggi comanda, sta procedendo a un’ondata di assunzioni in Regione a due mesi dalla fine del mandato?
“E a proposito di potere – conclude Boccia – voglio dirti che vedendoti così a tuo agio nel salotto di Santoro e così coccolato da così tante intelligenze della cosiddetta sinistra radicale, che a me sembrano purtroppo molte lontane dalle persone in carne e ossa e dai loro problemi, ho l’impressione che non sia io ad avere forti legami”.
ORE 22.17 - VENDOLA RISPONDE ALLE 10 DOMANDE DI BOCCIA
Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha riposto in serata alle "10 domande" che gli ha rivolto Francesco Boccia sull'esperienza di governo.
1) Sulle pagine del Corriere della Sera io ho posto alla sinistra italiana il tema di un nuovo compromesso con forze moderate e centriste, incluso l’Udc di Casini: senza tabù, senza veti, con una seria discussione programmatica. E dunque? Io mi dichiaro pronto a riprendere un dialogo e una ricerca tra culture diverse per tessere una nuova alleanza riformatrice.
2) Sì, io ho nei fatti dimostrato un’apertura all’Udc, chiamando Dario Stefano a svolgere il compito di assessore all’agricoltura. Come vedi non solo non pongo veti, ma compio gesti unilaterali. Non ti pare che meriti una piccola lode?
3) Per quanto riguarda le mammografie, è notorio che, nel 2008, è stato avviato lo screening precoce, per cui le donne sane vengono invitate a recarsi presso uno dei 45 servizi di radiologia di riferimento per l’esecuzione dell’esame. Inoltre la Regione Puglia garantisce la prevenzione del carcinoma mammario anche alle donne della fascia d’età tra 40 e 49 anni. Per le donne di qualsiasi età che siano sintomatiche, cioè che presentano noduli sospetti, viene garantita la priorità di accesso ed i tempi d’attesa sono brevissimi (mediamente una settimana). Per quanto riguarda le visite cardiologiche, ai pazienti per i quali i medici curanti segnalino condizioni cliniche particolari, è garantito il rispetto dei tempi massimi individuati dalla Regione.
4) Ritengo che la Puglia abbia compiuto un balzo epocale sul ciclo dei rifiuti. Ho cancellato dal Piano quella vera e propria porcheria che erano gli inceneritori di vecchia tecnologia. Ho firmato i contratti e ho cominciato la mia lotta contro il tempo per cantierizzare i nuovi impianti. Abbiamo oggi inaugurato quasi tutti gli impianti (separazione dell’umido e del secco, biostabilizzazione, impianti di produzione CdR, impianti di compostaggio) che dotano la Puglia di un parco impiantistico tra i più moderni d’Italia.
5) Questa domanda, caro Francesco, è proprio un incidente. Io ho bocciato il raddoppio degli impianti Eni di Taranto.
6) Sei male informato: ed è un vero peccato. La Regione Puglia negli ultimi anni ha progressivamente e fortemente ridotto la spesa per consulenze e collaborazioni raggiungendo un picco nel 2008 (confermato dai dati tendenziali del 2009) quando la riduzione è stata di oltre il 50% dell’anno precedente.
7) Io non ho licenziato Riccardo Petrella, che considero un maestro della cultura dei beni comuni. Ho avuto con lui un dissenso trasparente e forte sulle priorità operative e strategiche di una azienda impoverita e arrugginita come era l'Acquedotto pugliese nel 2005.
8) La domanda su "Le notti bianche" veramente incredibile per una persona colta come te. Noi abbiamo investito risorse della promozione turistica (che come sai non sono spendibili per integrare ammortizzatori sociali) in forma inedita e con grande successo economico e non solo economico.
9) Io non ho mai definito un “inciucio affaristico” il dialogo tra D’Alema e Casini. Ho solo chiesto che quel dialogo e quella prospettiva alleanzistica potessero diventare un processo politico condiviso, fondato sulla preminenza dei programmi e su un forte profilo riformatore.
10) Caro Francesco, l’ultima domanda non meriterebbe alcuna risposta. Le assunzioni sono il frutto di un lungo percorso amministrativo e testimonianza di un fatto storico per la nostra regione, mai avvenuto prima: quello di avere bandito e portato a compimento, per l’assunzione di dirigenti e personale, diversi concorsi e selezioni pubblici.
vendola
primarie
pd
boccia
d'alema
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massimiliano il 13/1/2010 alle 21:44 | |
MARZO 2010. Cosa mi toccherà dire ai cittadini pugliesi a cui chiederò il voto...
1 dicembre 2009
Chissà quanti di noi che fanno da anni il porta a porta, che hanno consumato scarpe, preso tanti vaffa e fermato gente per strada (insomma noi "soldati" che portiamo i voti veri e non i "colonnelli"), si ritroveranno a dare queste risposte paradossali alle prossime elezioni regionali in Puglia:
"...eh si lo so...si si ti avevo detto in questi 5 anni che Vendola stava governando bene, ma sai...poi le cose sono cambiate...la politica, le ragioni della coalizione, gli alleati...antani come se fosse la supercazzola...vedi il discorso è complesso"...
"Ma noooo...macchè mafia...si è vero D'Alema una volta in tv si arrabbiò contro Casini e gli rinfacciò che aveva Cuffaro in lista...ma poi hanno fatto pace...e quelli dell'Udc pugliese sono persone perbene. Siiiiiiiiiii lo so che stavano con Fitto e Berlusconi 5 anni fa...ma ora stanno con noi perchè siamo più affidabili. Come dici? Si in Piemonte e Lazio stanno col centrodestra, ma sai questa è la nuova politica"
"Si si...E lo so che Vendola ha fatto la legge contro la diossina in Puglia, ha detto NO alle centrali nucleari e al raddoppio dell'Eni...si si...ma non potevamo ricandidarlo. Non vedi, era troppo sicuro di sè, arrogante...poi con quei baffi...ah no scusa, non ha i baffi e poi io arroganti con i baffi non ne conosco..."
"E vabbè ma se ragioni così allora vuoi far vincere Fitto! Vuoi che vinca lui e il centrodestra?No vedi, allora devi votare il MENO PEGGIO."
IO AL MENO PEGGIO NON CI STO E A MARZO 2010 VORREI POTER DIRE INVECE:
"C'E' UNA PUGLIA MIGLIORE CHE CHIEDE IL TUO VOTO!"
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massimiliano il 1/12/2009 alle 16:47 | |
Contro il killeraggio, contro i finti moralisti e (un po’) a favore di Feltri
4 settembre 2009
Leggo proprio oggi i dati dello Svimez sul Mezzogiorno che dicono che la Puglia è la regione virtuosa del Sud e mi viene rabbia. Mi trovo nella regione che ha anche il primato per gli investimenti nelle energie rinnovabili. La regione dei bollenti spiriti, di un turismo che cresce sempre di più.
E per colpa di qualche politico malato di fica e di potere (non trovo altri termini, scusate) che amministra(va) la mia Regione, tutto quanto di buono è stato fatto in questi quattro anni rischia di essere dimenticato. Da qui a marzo si continuerà a parlare di scandali sessuali, di favori, di bustarelle e rischia di pagare tutto il centrosinistra, Vendola in testa, le colpe di qualcuno su cui spero quanto prima si faccia giustizia “vera”. Speriamo che questi mesi basteranno per far vedere quanto di buono c'è stato e quante persone perbene ci sono nel centrosinistra, come diceva il mio amico Luciano qui su facebook ieri.
Per questo in questi giorni non me la sono sentita di dare torto a Feltri. E vi spiego perché.
Premetto che non mi piace la barbarie giornalistica fatta di insinuazioni sia che riguardi Berlusconi sia che riguardi altri. Non mi piace vivere in un Paese in cui il Premier minaccia la stampa. Non mi piace neanche la sinistra che si appassiona alle rivelazioni sulle escort e sull’impotenza di Berlusconi e che poi condanna Feltri per le cose dette su Boffo. Certo mi sembra difficile che Feltri conduca una campagna così importante senza consultare il suo editore. Insomma è probabile che l’intento di Feltri sia intimidatorio verso chi accusa Berlusconi ma mi voglio soffermare di più sull’obiettivo del suo articolo: basta coi finti moralismi.
Basta con i politici che parlano di famiglia e sono divorziati, basta con i politici che si scagliano contro le unioni civili tra gay e poi si scopre essere essi stessi gay (e sposati con figli!), basta con i posti di lavoro regalati a chi la dà e poi parlano di merito!
Insomma, ha ragione Feltri, basta col moralismo di persone che fanno cose diverse da quelle che dicono.
E, anche se qualcuno storcerà il naso, mi sembra appropriato citare un discorso abbastanza famoso dell’aprile 1993 alla Camera dei Deputati pronunciato da uno che avrà fatto tanti errori politici, avrà anche rubato, ma che più di tutti ha pagato quella stagione:
[…] cio' che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, e' che buona parte del finanziamento politico e' irregolare od illegale. I Partiti specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attivita' propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche e operative, hanno ricorso e ricorrono all'uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest'aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro"
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massimiliano il 4/9/2009 alle 16:43 | |

POLITICA
Ancora note stonate e rumors di sottofondo...
4 luglio 2009
Il congresso del Pd rischia di trasformarsi "in una resa dei conti iniziata un quarto di secolo fa. Non per questo abbiamo fondato il Pd, ma per un nuovo inizio".Infine c'è un rischio, quello cioè di uno scontro congressuale che si protragga fino alle Regionali del 2010, impedendo "al partito di presentarsi unito di fronte al centrodestra". Sono le parole pronunciate oggi da Francesco Rutelli e che condivido in pieno, come dicevo sempre qua qualche giorno fa a proposito delle divisioni nel Pd. Temo che da qui ad ottobre continueremo a dare uno spettacolo PIE-TO-SO come avvenuto in questi primi giorni.
Franceschini che si candida perchè non vuole che tornino quelli prima di lui che sono il male, i cattivi...quindi se perde che fa? se ne va o convive con i cattivi? Ancora una volta si scende in campo contro qualcuno e non per, si parla male del proprio avversario.
La stessa cosa della Serracchiani che dice che di là c'è l'apparato...Per questo ho apprezzato Bersani che ha chiesto RISPETTO per chi ha guidato il partito finora e per la loro storia.
Intanto alcune giunte non hanno ancora visto la nascita e temo...TEMO...che ci siano ostacoli dovuti al Congresso.
Alcuni rumors dicono che le giunte dei neoeletti stiano seguendo non più il bilancino che avevo qua criticato ex-Ds ex-margherita ma il nuovo bilancino "tu stai con Franceschini e tu con Bersani".
E' questo il nuovo Pd? Non si potrebbe avere un congresso di IDEE contrapposte?
Un'ultima considerazione riguarda Vendola.
Da qualche parte ho letto che qualcuno stia lavorando a candidare Boccia al suo posto nel 2010. Premetto che ritengo il prof.Boccia una delle migliori giovani competenze che questo partito possa esprimere, non fosse altro perchè ho seguito da vicino il suo lavoro fatto dopo il dissesto di Taranto.
E proprio perchè è una persona intelligente sono sicuro che non si presterà ad alcun giochetto politico così folle. Cosa diciamo ai pugliesi che Vendola ha governato bene ma "non ci piace più", come se fossimo su facebook (battuta rubata al compagno Labalestra)?
Ma si! questi giornali non sanno più cosa inventarsi per vendere due copie in più. Nessun politico esperto può pensare una cosa del genere, come se la Puglia fosse il Risiko con cui giocava da ragazzo.
E se la pensa NON SI AZZARDI A METTERLA IN PRATICA.
La rivoluzione gentile pugliese si farebbe sentire.

POLITICA
Pd: il rischio di sentire la stessa musica
1 luglio 2009
Sto leggendo con attesa e curiosità le note dei miei amici e i commenti sui giornali che parlano del prossimo congresso del Pd. Soprattutto mi incuriosisce chi già si è schierato con l’uno o l’altro “sulla fiducia”, senza capire ancora cosa vogliono che sia questo partito. Hanno già le idee chiare, come li invidio!
Comincio col dire che non sono iscritto al Pd, pur avendo partecipato come “fondatore” alle primarie, ma che mi sono iscritto all’età di 16 anni al Pds, nel 1992, quando un giovane acutissimo con i baffi, che adoravo, era capogruppo alla Camera.
Da allora la musica è sempre stata la stessa, dentro al “Partito” prima e nel Pd ora. Più di qualcuno ha detto che si sta ripetendo ancora una volta la sfida D’Alema-Veltroni. Io non credo sia così, ma credo che queste figure siano ancora troppo ingombranti. Il primo credo che sia stato il miglior segretario che io abbia mai avuto, il secondo un buon uomo di governo nella prima stagione di Prodi, ma poco adatto, direi pochissimo, a fare il segretario, prima nei Ds e poi nel PD.
Ora basta però. Serve uno che spariglia le carte, che faccia davvero la contaminazione di cui parliamo da due anni. Uno che abbia coraggio.
Non voglio un partito in cui contano ancora le casacche, le provenienze.
Non mi interessa leggere, come accaduto oggi in occasione dell'inaugurazione del comitato di Bersani, nel suo staff c'è tizio vicino a Letta, caio vicino a Bindi, etc. Mi interessano le idee!!!
Non è possibile che accada ancora quello che è successo di recente in un comune a me molto vicino in cui si votava per comunali e provinciali. Siccome il candidato sindaco era un ex-diessino quello alla provincia doveva provenire dalla Margherita. Oppure come a Taranto, dove in queste ore si discute della giunta provinciale, il cui criterio di composizione è “scorrere la lista degli eletti” e non invece scegliere le migliori competenze per governare, come Domenico che nell’ultimo anno ha dato un’impronta positiva e da tutti riconosciuta all’assessorato al Bilancio.
Voglio un segretario che venga giudicato sul suo lavoro nel lungo termine. Perché non si può cacciare Veltroni dopo un anno e mezzo o, allo stesso tempo, dopo 4 mesi dire che Franceschini è il nuovo del PD. Anche perché il nuovo segretario avrà il compito nel 2013 di affrontare la prima campagna elettorale senza Berlusconi a guida del centrodestra (perché non illudiamoci che questo governo cada prima).
Non voglio un partito in cui una fa un bell’intervento ad un’assemblea, viene cooptata e candidata al Parlamento Europeo, mentre decine di amministratori validi del PD, dal nord al sud, in modo oscuro, lontano dai media, combattono giornalmente sul territorio per mantenere in vita il partito e governare bene. E a proposito della Serracchiani, nessuno mi venga a dire che i suoi voti sono solo d’opinione, perché sappiamo tutti che è stata “indicata” in modo forte dal Partito nazionale!
Non voglio un segretario che mi dica ancora una volta “dobbiamo ripartire dai territori”, mi deve dire come! Voglio un segretario che organizzi il partito, che gli dia una struttura.
Voglio un segretario che abbia coraggio nelle scelte. Perché, come diceva acutamente Paolo Guarino in una sua nota, la vocazione maggioritaria va bene, ma non come il corriamo da soli, ma come ” ambizione a saper proporre quel racconto del paese intorno al quale, poi, costruire coalizioni, aggregando forze politiche”. Insomma un conto sono le alleanze per le provinciali, perché Udc e Vendola possono andare d’accordo sulla costruzione di una strada, un conto è proporre un’alleanza di Governo per l’Italia, perché bisognerà fare scelte su temi etici in cui si mettono in gioco i propri valori e la propria visione del mondo.
Insomma questo partito mi è sembrato finora una famiglia in cui i genitori sono in lite continua, si gettano addosso i piatti, con i figli che continuano a non capire perché mamma e papà litigano.
Ecco, sarebbe bene che i genitori decidessero non dico di non litigare, ma di capire che le cose che ancora li tengono uniti sono tante, di più di quelle che li separano.
Ma soprattutto devono capire che ne va del futuro dei loro figli.
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massimiliano il 1/7/2009 alle 11:7 | |
FLORIDO!!! Ma ora non montiamoci la testa...
23 giugno 2009
La vittoria di Florido è bellissima, emozionate per molti di noi.
Per la prima volta abbiamo una grande opportunità, con una maggioranza (più o meno)omogenea al Comune e alla Provincia, oltre che alla Regione.
Ma non montiamoci la testa. Faccio alcune considerazioni in ordine sparso:
Non dite che Cito è morto! E’ morto Carrozzo (ma chi si era accorto che fosse vivo?), il quale le ha provate tutte ma è ora che si rassegni e si goda la pensione, perché la sua forza elettorale sta nelle poche centinaia di voti che ha spostato.
Cito ci ha dimostrato che può rinascere quando vuole e lo può fare perché ancora, a distanza di vent’anni, non siamo riusciti a risolvere l’equivoco di questa tv da cui può fare quello che gli pare. Non dite che è finito, perché sembrava così ai tempi della Di Bello o del carcere, poi è riuscito a sfiorare il ballottaggio alle comunali del 2007 e, pur essendo sparito da allora, è riuscito ad avere il 30% a queste elezioni. Tutto questo con meno di due mesi di apparizioni tv, basti ricordare infatti la poca gente al primo comizio in piazza di questa campagna elettorale.
Tra un anno si vota alle regionali, non aspettiamo quella data prima di capire che, se non governiamo bene città e provincia, Cito può tornare di nuovo a decantare i suoi successi da sindaco.
Ci sono dati confortanti, in prospettiva futura, in questo voto provinciale. Penso alla vittoria di Florido in comuni amministrati dal centrodestra come Massafra, Mottola, Ginosa e Palagianello e, soprattutto a Taranto. Qui, forse, Rana ha pagato l’alleanza con Cito. Questa volta, forse, i tarantini non hanno seguito a testa bassa il Cito che riusciva a far votare il figlio pur non essendo lui candidato. Questa volta Cito ha esagerato e, dopo aver condotto una campagna elettorale quasi tutta contro Rana e il Pdl, ne ha pagato le conseguenze. Non in termini di voto a Florido, ma quanto in astensione col record italiano negativo del 38,6% di affluenza.
Insomma, come per Stefano due anni fa, abbiamo vinto con un grande consenso, ma più perché siamo riusciti a riportare i nostri elettori a votare, perché le altre proposte non erano credibili.
ORA rimbocchiamoci le maniche, amministriamo la città e la provincia UNITI, guardando a quei partiti che ci hanno aiutato, come l’UDC (in un laboratorio utile soprattutto a livello regionale), ma non esaltiamo questa alleanza. Parliamone, questo si.
Scalera, segretario dell’Udc, non è forse di Palagiano, città amministrata dal centrosinistra,dove addirittura Rana vince al ballottaggio?
Insomma, festeggiamo la vittoria, ma non culliamoci. Non aspettiamo un mese prima delle regionali per incontrare gli elettori della provincia di Taranto o per comunicare.
Se questo fosse avvenuto in questi 5 anni Florido, con tutto quello che di straordinario ha fatto la sua giunta, non avrebbe dovuto attendere nessun ballottaggio e non avrebbe dovuto avere paura di nessun ritorno di Cito.
Soprattutto mettiamo in campo un progetto serio per la città di Taranto, perché finora si è andati avanti mettendo insieme i pezzi di un puzzle di cui non si sa qual è la figura che si vuole ottenere.
Altre due cose sul Pd:
• Non si deve montare la testa il Pd nazionale, perché non vedo nessun “inizio del declino del centrodestra”, ma una frenata, quello si, rispetto alle iniziali aspettative di cappotto.
Nel 2004 il centrosinistra vinse in 51 province e 26 comuni capoluogo, contro le 9 province e 6 comuni conquistate dal centrodestra.
Oggi il centrodestra vince 33 province a 29, e vince in 13 comuni contro i 17 del centrosinistra. Un pareggio insomma ma da una situazione di partenza notevolmente a favore del centrosinistra.
• Non dite che a Bari Michele Emiliano ha vinto per il sexygate berlusconiano (o per l'alleanza con l'UDC)! Michele ha vinto perché è un bravo sindaco e ora continui a fare quello, buono buono e calmo calmo, lasciando ogni ambizione personale e concentrandosi più sulla sua città che sul Pd.
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massimiliano il 23/6/2009 alle 12:16 | |
Lui, lei e cicciobello
17 giugno 2009
Immaginate una moglie che tradisce il marito.
Immaginate lui, un uomo ormai anziano con tanti capelli bianchi, che cammina per strada e la gente che lo deride e lo chiama “cornuto”! Lui, in uno scatto d’orgoglio, mentre passeggia con lei, in mezzo alla gente, la apostrofa dicendole che svolge il mestiere più antico del mondo.
Litigano, si picchiano, si lasciano, cominciano a fare le pratiche per il divorzio.
Poi un giorno, come se nulla fosse successo, lei si presenta a casa di lui, e questi le apre la porta sorridente. Magicamente, i due si amano come prima. Ma non basta. Lei porta con se il suo amante, uno paffuto con la faccia da cicciobello, e il marito decide che può dormire nel lettone con loro, in mezzo. Ed è pure contento.
L’amante di lei lo obbliga anche a portare fuori il cane a far pipì, a lavare i piatti, a stirare, ma lui è sempre contento. Quando cammina per strada la gente ride al suo passaggio, continua a chiamarlo “cornuto” ma a lui fa finta di nulla.
Lui vivrà sempre così, con la moglie e l’amante cicciobello che gli impartiscono ordini ogni giorno.
Peccato che la moglie non sappia (o faccia finta di sapere) che anche lui ha un’amante che nasconde nell’armadio. E non c’è niente di bello in tutto ciò.
Che brutta storia eh? Fortunatamente è solo fantasia…
A Taranto, una storia così, non potrà mai accadere.
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massimiliano il 17/6/2009 alle 12:25 | |
Ora tutti uniti per Florido e per il bene della provincia (ma poi qualche domanda facciamocela...)
10 giugno 2009
E' ballottaggio e questo se lo aspettavano tutti. Cito ha preso una caterva di voti e anche questo se lo aspettavano tutti anche se non so quanti in queste proporzioni.
Purtroppo devo basare questa prima riflessione sui dati della provincia jonica che leggo online e quindi qualcosa potrà anche sfuggirmi.
Ad una prima analisi dei risultati, intanto, non credo che il Pdl possa essere tanto soddisfatto, neanche sul dato delle Europee. Questo infatti (37,8%) è il dato più basso di tutta la Puglia. Alle provinciali si ferma al 20% in tutta la provincia e intorno al 12% in città. Forse che abbia influito in città la campagna di Cito che ha detto che quelli che stavano con Rana erano quelli del dissesto? E in provincia si nota invece come il centrodestra faccia il pieno di voti in località dove amministra bene (o almeno sembra essere questa la percezione dei cittadini), come a Laterza.
Il Pd, come si usa dire, "regge". Alle Europee è al 21,6%, perfettamente in linea col dato regionale, alle provinciali si abbassa a poco più del 18% su tutto il territorio e in città è vicino al 15%. Non credo si possa essere soddisfatti, come qualcuno ha frettolosamente detto, però, bisogna anche dire, che, il dato della lista Florido (vicina all'8% in città e al 6% in tutta la provincia) può essere considerato un dato "parente" del Pd. Alcuni candidati provengono da questo partito e, com'è noto, sono stati posizionati nella lista Florido per sfruttare al meglio il sistema elettorale.
Veniamo a Cito. Ma come ancora lui? Ma non era morto (politicamente intendo)? Vi ricordate quando la Di Bello vinse al secondo mandato? Ciracì si candidò in Forza Italia e sui giornali si celebrò ufficialmente la fine di At6, per la prima volta senza il suo simbolo sulle schede dal 1990. All'epoca, se non ricordo male, Cito era detenuto.
Oggi riesce a prendere il secondo miglior dato di sempre. Prende 24 mila voti (29%) in città dei quasi 30 mila complessivi. E per favore non chiamiamolo voto di protesta (o solo voto di protesta), come abbiamo fatto nel '90, visto che tutti sappiamo come andò a finire. Non si spiegherebbe neanche il perchè in 16 mila abbiano scritto Cito alle Europee affianco a un simbolo nuovo, non riconoscibile e pure brutto :-)
Ricordo inoltre che Cito fu fatto fuori (sempre politicamente) dalla Di Bello, perchè ebbe il coraggio, le va riconosciuto, di decidere di chiudere con quella esperienza nel 2001 e di non accettare l'apparentamento.
Mi aspetto oggi da Rana, da persona seria qual'è, che faccia la stessa cosa. Altrimenti, dopo tutta la merda (passatemi il termine, stavolta è appropriato) che è stata buttata addosso al Pdl da Cito, vuol dire che lu franzoso & co. non hanno proprio dignità.
Dignità...parola che dedico a Gaetano Carrozzo...
Di recente il giornale della sera ha preso di mira il sindaco Stefano. Non voglio entrare nel merito però, mi permetto di dire, che queste elezioni non c'entrano nulla con quelle di due anni fa. Allora la città ha votato lui, punto e basta. E i voti non si travasano da un'elezione all'altra. Quindi non vedo nessuna sconfitta per il sindaco. Certo, se Cito ha avuto questo risultato, qualche colpa è pure di come è stata amministrata la città in questi due anni. Se i cittadini, vedendo in tv le immagini di repertorio di una Taranto che "funzionava", ne hanno avuto nostalgia, non sarà perchè forse qualcosa oggi non funziona, a partire dalla pulizia delle strade?
Ora il centrosinistra ha una grande opportunità. Stefàno e Florido, i partiti tutti del centrosinistra, possono mettere da parte quasi 3 anni di rancori, risentimenti, anche dispettucci, per l'interesse unico della città e della provincia. Il Pd ha dato il suo voto positivo al bilancio della città. Si parta da qua e dal sostegno forte, deciso, sincero, a Gianni Florido al ballottaggio, per creare un progetto che porti il centrosinistra ad essere esempio di governo positivo, in provincia e in città. Manteniamo il governo della città per i prossimi tre anni dandole una speranza di cambiamento.
Creiamo INSIEME un progetto vincente.
Abbiamo forze, uomini, donne, competenza e passione.
Abbiamo le carte in regola.
QUESTO E' IL MOMENTO.