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massimiliano
diario di bordo di un cavallo pazzo
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"L'ottimista è un uomo che, senza una lira in tasca, ordina delle ostriche nella speranza di poterle pagare con la perla trovata." - Ugo Tognazzi

"Chi disse :  preferisco avere fortuna che talento, percepì l'essenza della vita" - "Match Point"
Trasloco
30 novembre 2010
Questo blog si è trasferito: http://primospaggiari.wordpress.com/



permalink | inviato da massimiliano il 30/11/2010 alle 14:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Mancherà tutto...
27 marzo 2010

Settanta giorni. Come se fosse la casa del Grande Fratello. E come là le piccole storie si sono amplificate, le isterie sono diventate più forti, le passioni uniche. Amo questo lavoro e, ogni volta, è come se giocassi ai soldatini da bambino. E le convinzioni personali vengono messe da parte, perchè tutti qua lo sanno che Nichi è il mio unico Presidente :) . Presto si torna al lavoro di sempre, bello ma senza questa adrenalina.

Mi sono trovato nella più strana, bella, combattuta, campagna elettorale di sempre! Abbiamo fatto una chiusura di campagna elettorale bellissima, anche questa diversa dal solito. E non so quando mi ricapiterà di essere nella regia del Presidente del Consiglio. "Stringi la camera là", "Collegati con Rieti", "Pino altri dieci minuti", "Giovanni parla...poi ti spiego", quella mezzora in cui 3 piazze su 4 stavano per saltare, lo scherzo perfido di Francesco D.....e i coriandoli che mi sono ritrovato addosso tirati da una persona speciale. Le lacrime, le tante lacrime di due giorni fa e di ieri, abbracciato a puccina, perchè tutto questo sta per finire.

Mancherà tutto di questi giorni, pure la polvere di questo bunker sotteraneo. Mancheranno i rigori "dorici" tirati benissimo da Piro o con le mani in tasca da Incandela. Mancheranno le supercazzole telefoniche, le isterie con i gazebari e i candidati, gli sguardi iniziali di diffidenza di alcuni del piano di sopra tramutati poi in abbracci, le scommesse del Teschio, la tranquillità di Carlo, le telefonate notturne di Claudio. Mancheranno un sacco di cose ma so anche che alcuni di voi resteranno, che non ci perderemo di vista.

In questi settanta giorni ho fatto grandi scoperte, nuove amicizie che possono diventare profonde, su tutte quella col mio compagno di banco, il pazzo dei dardi. Mi mancherà quel tratto di strada fatto tutte le sere tra il comitato e Santa Maria Maggiore...mancherà Serra, Lauretta...tutti...nessuno escluso. Mancheranno le figure di merda fatte con un noto senatore che mi ha beccato ballare "Le stagioni dell'amore", l'altro che ci ha visto fare la partita di calcetto nel pieno del caos liste...

Più di ogni cosa, mancherà quello sguardo in cui mi perdo...e ancora di più, allora, non perdiamoci di vista... 




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Al caso, fattore sbalorditivo della vita...
18 marzo 2010

"....qualunque amore riusciate a dare o a avere, qualunque felicità riusciate a rubacchiare o a procurare, qualunque temporale elargizione di grazia, BASTA CHE FUNZIONI, e non vi illudete, non dipende per niente dal vostro ingegno umano più di quanto non vogliate accettare è la fortuna a governarvi!" (Woody Allen)




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Nuda
4 marzo 2010
Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l'estate in una chiesa d'oro.
 Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t'addentri nel sotterraneo del mondo. 
come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.
(Pablo Neruda)



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"Il ciclone finale di Vendola"
23 gennaio 2010

di Luca Telese
da Il Fatto Quotidiano del 23 gennaio 2010.

Per esempio a Taranto, quando le mamme in prima fila si commuovono con i bambini stretti tra le braccia e lui grida: “Voi lo sapete cosa c’è voluto, per andare a mettere i sensori sopra le ciminiere dell’Ilva! E poi per votare una legge regionale che obbligasse le imprese a ridurre il limite di emissioni di diossina da 10 nanogrammi a uno solo. Uno!”. E’ come un’onda di emozione, prima ancora che un sentimento politico, qualcosa che attraversa la platea: “E voi lo sapete che cosa ho detto al padrone dell’Ilva, quando ci ho parlato? ‘Dottor Riva, io con lei sono stato scostumato. Io spesso l’ho insultata, pubblicamente. L’ho criticata quando lei ha licenziato gli operai… quando ha fatto resistenza ai controlli. Perché vede, dottor Riva io la rispetto, ma non sono sul suo libro paga! Se lei da cattolico ama la vita, deve rispettare anche la vita dei bambini di Taranto che si ammalano di tumore!’”. E a qual punto boato, ovazione, applausi, cori dal fondo “Ni-chi, Ni-chi!”, nella città più avvelenata d’Italia.

NICHI-EXPRESS. Se si vuole provare a capire cosa sta accadendo in Puglia, dove il ciclone di Nichi Vendola ancora una volta sconvolge i calcoli della classe politica e ribalta il verdetto di una partita che lo vedeva solo contro tutte le segreterie dei partiti del centrosinistra, non bisogna fare altro che seguirlo: ore, chilometri, discorsi a raffica, uno dopo l’altro. Oppure entrare nel suo quartier generale, a Bari, “La fabbrica di Nichi”. Un locale spartano arredato con materiali di recupero (tappi colorati per disegnare la cartina della Puglia, scatole di cartone al posto dei mobili, un logo con lettere di stoffa ritagliata) dove ogni giorno lavorano 30 volontari. Ci sono solo i tavoli: età media 25 anni, ognuno con il suo portatile, stanno tutto il giorno sulla rete a battere su Twitter e Facebook, ad aggiornare il sito, a coordinare i Nichi-express, ovvero gli autobus che fanno tornare in Puglia, gli studenti che vogliono votare alla primarie. “La fabbrica” da un contributo, i ragazzi pagano il resto (ogni autobus costa 2.500 euro). Ieri, giunti a quota 15 Nichi-bus, Ciccio Ferrara – l’uomo-macchina - ha allargato le braccia: “Abbiamo altre trenta richieste ma non abbiamo più una lira”.

VIDEO LETTERE. Oppure, per esempio le video lettere. Ogni giorno, a notte fonda, Vendola torna dai suoi massacranti giri di comizi, e ne registra una nella stanzetta in fondo. C’è un ragazzo con la web cam, la scenografia di un muro con qualche adesivo attaccato e il candidato che scherza: “Oh, così sembra la prigione di Aldo Moro…”. Ma, ogni sera Vendola registra una video-lettera che finisce sul sito. Ai fuorisede, alle madri, persino una, agrodolce a Massimo D’Alema. Il giorno dopo quel messaggio diventa regolarmente il titolo di apertura della “Gazzetta del Mezzogiorno”. Guerriglia mediatica a costo zero, ma efficacissima. Ci sono anche i sei per tre, 34 in tutto (hanno svuotato le casse del comitato). La campagna pubblicitaria, invece, è stata approntata, a prezzo politico, dai creativi di Proforma. Un grande manifesto con Vendola contornato da una folla di ragazzi. Slogan: “Solo contro tutti”. Ma siccome “tro” è cancellato, lo slogan diventa: “Solo con tutti”. E tutti l’hanno capita, tranne Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema, che ha denunciato un peccato di narcisismo (proprio lui, che ne è notoriamente immune). Ma se vuoi capire dove nasce il ciclone Vendola devi Vederlo all’opera, città dopo città, piazza dopo piazza, anche otto comizi al giorno.

IRONIE ANTI-MACHO. Non ci sono due appuntamenti dove faccia lo stesso discorso. Per esempio a Brindisi, dove sfodera un registro tutto ironico, in cui scherza e persino sulla propria omosessualità. Esordisce citando uno striscione: “Anche qui, Donne per Nichi….”. Sospiro teatrale. “Non sapete quanto mi faccia piacere, ma devo confessarvi che questa cosa mi sta creando problemi a casa” (risate, applausi). Per esempio a Fasano, alle undici di sera, con un megafono di fortuna, nella piazza centrale, trecento persone strette nei cappotti e un freddo cane: “Il primo gesto di Nichi presidente – spiega il coordinatore che lo introduce – è stato riaprire i reparti del nostro ospedale chiuso da Fitto! Nichi, noi siamo qui perché non ce lo siamo dimenticati”. E lui risponde con un discorso contro il localismo, spiegando che la cosa di cui va orgoglioso “E’ aver riorganizzato dal nulla la protezione civile, che in questa regione non esisteva!”. Alcune volte Vendola si dimentica persino di fare un appello al voto per le primarie. Va nei posti e lega la sua storia a quella delle persone che incontra. A Foggia, mille persone, e gli “internalizzati” della Sanità (quelli che lavorano nelle cooperative dei subappalti e che lui ha fatto assumere) con gli striscioni: “Ci avevano raccontato che era il mercato che imponeva la vostra precarietà… Ma poi scoprivo che le ditte di sub-appalto pagavano i lavoratori in nero, li facevano lavorare più del contratto e li pagavano meno! Allora abbiamo fatto una società della regione, vi abbiamo assunto, e abbiamo risparmiato un milione di euro!”. A un certo punto si alza un uomo con un bambino: “Nichi, ho chiamato mio figlio Nicola, perché tu ci hai ridato la speranza!”. Scena simile a Lecce, un uomo grida: “Presidente, grazie a te mia moglie adesso è incinta”. Sorriso e battuta senza rete del governatore: “Oddìo, il padre chi è?”. Viene giù la sala e incredibilmente l’uomo non si offende (che altro potrebbe permettersi di scherzare così).

ANELLO D’ORO. Ecco, se si vuole capire che cosa sta sorreggendo il governatore in queste ore bisogna sentirlo quando parla della vicenda dell’iscrizione nel registro degli indagati: “Questa estate, quando mi hanno sbattuto nel Tg1 di Monzolini con il titolo ‘Prostitute e cocaina’ stavo per mollare tutto. Ero disgustato. Ho detto a mia madre: ‘Meno male che papà non c’è più…”. Grida dalla sala: “Noooo! Nooo!”. E qui si innesta un numero quasi teatrale. Vendola si tocca il pollice, si sfila un anello d’oro: “Lo sapete cos’è questa? E’ la fede che un pescatore di Mola di Bari mi ha relegato quando sono stato eletto, il ricordo più ricco che aveva di sua madre. E’ il mio anello di fidanzamento con il popolo della Puglia! E io mai potrei macchiarmi di un reato, o di una scorrettezza, sapendo che lo porto al dito….Perché mi conoscete: io non ho case, non ho soldi, non ho truppe cammellate. Ho solo la mia onestà!”. Di nuovo gli applausi lo sommergono. Oppure quando racconta: “Il più bel regalo di Natale che ho ricevuto è la lettere di Danielle, madre di tre bambini, che mi ha scritto: ‘Ho passato bene il primo natale della mia vita, grazie di avermi aiutata’”. Quando D’Alema e i suoi uomini attaccano Vendola gli rimproverano di essere “un raccontatore di sogni”. Uno “Jacopo Ortis”, “un poeta”. Ma quando giri per le piazze di questa campagna elettorale, invece, trovi pezzi di comunità che sono stati toccati dall’inedita ed eclettica rete del Welfare vendoliano. Non solo madri e disoccupati, pazienti, ma un pezzo di borghesia che spesso è stato catturato fuori dai confini della sinistra. Costruttori – come Fabrizio Tardoni, vicepresidente di confindustria Taranto - conquistati dall’idea “dell’edilizia eco-compatibile”. Oppure imprenditori che si sono buttati sul business dell’eolico (”Compravamo energia, ora siamo il primo produttore italiano”). O incuriositi dal tormentone dei pannelli solari: “Lo sapete? A Verona, alla fiera del solare, c’era un solo politico italiano. E sapete chi era? Io! Ho visto dei pannelli di nuova generazione che assorbono dieci volte più energia dei vecchi. Se vinco li voglio su ogni edificio pubblico di questa regione! E voglio vendere ancora più energia!”. Scelte politiche che gli hanno portato l’unica dichiarazione di voto che Beppe Grillo abbia fatto per un politico in questi anni: “Il movimento cinque stelle non si presenta e invita a votare per Vendola”. Per non parlare delle borse di studio e dei master pagati ai giovani (il vero motore del sistema vendoliano) in tutta Europa: 10, 15mila euro a fondo perso con una sola condizione: “Noi abbiamo fatto studiare gli splendidi ragazzi di questa regione – ha raccontato Vendola a Bari - anche quelli che non vengono da famiglie povere. Con una sola condizione: che provino a tornare a casa, e a portare le loro conoscenze qui, nella loro terra”. E così, in ogni città e paese in cui Vendola mette piede, appena scende dalla macchina c’è una ragazza che fa: “Sono Giulia, ho fatto Bollenti Spiriti l’anno scorso!”. C’è un pezzo di Puglia che lo ama per queste cose, e non è quel tipo di consenso che si può costruire in una settimana o un mese.

L’ultimo anello di ragionamento è l’unica strofa che si ripetete su tutte le piazze: “Sì, sono solo, perché non sono mai rimastro intrappolato nel palazzo. Sono solo perché con la nostra esperienza di Riformismo radicale abbiamo fatto passare la pubblica amministrazione della Puglia, in cinque anni, dal feudalesimo al capitalismo. Sono solo perché non ho paura”. L’ultimo miracolo di Vendola è tutto qui: aver trasformato la propria debolezza nella propria forza. E aver usato la guerra di D’Alema come un lavacro rigenerante. E così, per seconda volta, se Vendola perde sarà “Jacopo Ortis” come vuole D’Alema, ma se - come sembra - vince le primarie contro gli apparati, viene proiettato alla vittoria alle regionali.




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Scrivevo il 4 luglio 2009...
19 gennaio 2010
Ecco un pezzo estrapolato da un mio post su questo blog:

Un'ultima considerazione riguarda Vendola. 
Da qualche parte ho letto che qualcuno stia lavorando a candidare Boccia al suo posto nel 2010. Premetto che ritengo il prof.Boccia una delle migliori giovani competenze che questo partito possa esprimere, non fosse altro perchè ho seguito da vicino il suo lavoro fatto dopo il dissesto di Taranto.
E proprio perchè è una persona intelligente sono sicuro che non si presterà ad alcun giochetto politico così folle. Cosa diciamo ai pugliesi che Vendola ha governato bene ma "non ci piace più", come se fossimo su facebook (battuta rubata al compagno Labalestra)
Ma si! questi giornali non sanno più cosa inventarsi per vendere due copie in più. Nessun politico esperto può pensare una cosa del genere, come se la Puglia fosse il Risiko con cui giocava da ragazzo.
E se la pensa NON SI AZZARDI A METTERLA IN PRATICA. 
La rivoluzione gentile pugliese si farebbe sentire.



permalink | inviato da massimiliano il 19/1/2010 alle 21:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Le risposte di Nichi Vendola alle dieci domande a di Francesco Boccia.
13 gennaio 2010
Premetto che stimo davvero tanto Boccia e che lo ringrazierò sempre per aver contribuito a far uscire Taranto, la mia città, dal dissesto come commisario straordinario dell'OSL. 
Ma le domande che ha posto stasera a Vendola sembrano quelle di un oppositore, non le può rivolgere uno del PD, cioè uno che è parlamentare del Partito più importante della coalizione che ha governato CON Nichi Vendola la Puglia per 5 anni!!! 
Le risposte di Nichi sono però abbastanza esaurienti e, permettetemi da tarantino, di sottilineare la 5^...non solo Nichi ha detto NO a quel progetto ma il suo Governo (quindi anche i consiglieri regionali tarantini del PD Mineo, Pentassuglia e Costantino) ha permesso di avere una legge che abbatte le emissioni di diossina, una legge storica che Taranto ricorderà per tanto tempo. 

ORE 19,16 - BOCCIA, LE MIE DIECI DOMANDE A VENDOLA 

A tre giorni dall'assemblea del Pdche sabato deciderà su alleanze e candidato presidente del centrosinistra in Puglia, Francesco Boccia utilizza “la formula di successo” delle 10 domande indirizzandole al suo antagonista Nichi Vendola per chiedergli conto di questi cinque anni di governo della Regione e delle scelte politiche fatte. 

1)Non sei stato forse tu il primo a parlare in Puglia, quasi due anni fa sulle colonne del Corriere della Sera, di alleanza tra sinistra e Casini? 

2) Non sei stato tu l’autore di un rimpasto nel luglio del 2009 che ha permesso l’entrata in giunta di un esponente Udc, Dario Stefano assessore all’agricoltura? E quel rimpasto non fu motivato da 'un’esigenza di allargamento della coalizionè? 

3) Secondo te abbiamo vinto o perso la sfida sui tempi di attesa per una mammografia o una visita cardiologica? 

4) Ritieni che la Puglia abbia completato il ciclo di trattamento dei rifiuti? 

5) Perchè hai dato avvio e autorizzato l¨iter procedurale per il raddoppio della raffineria-monstre di Taranto dell¨Eni? 

6) Perch‚ hai permesso che si spendessero quattro milioni di euro per consulenze esterne di stagisti e altro personale non bene identificato nell’amministrazione regionale? 
7) Perch‚ hai licenziato dalla presidenza dell’Acquedotto il presidente Riccardo Petrella, che nel mondo si batte per l’acqua pubblica? 

8) Ti sembra apprezzabile che la tua giunta abbia speso per tre giorni di spettacoli gratuiti nelle piazze pugliesi secondo lo schema 'panem et circenses' sei milioni, dico sei milioni di euro. Sai in quei giorni che cosa accadeva? Tremila lavoratori Ilva andavano in cassa integrazione. 

9) Perchè se l’allargamento all’Udc lo propone Vendola è una lungimirante operazione politica, mentre se lo fa D’Alema èun inciucio affaristico? Per quanto mi riguarda, sono impegnato con il segretario regionale Blasi a cercare l¨unità e insieme lo faremo fino in fondo. 

10) Perchè‚ se qualcuno critica, come me, l’azione di governo della Regione è bollato come amico del potere, mentre il potere, quello reale, che oggi comanda, sta procedendo a un’ondata di assunzioni in Regione a due mesi dalla fine del mandato? 

“E a proposito di potere – conclude Boccia – voglio dirti che vedendoti così a tuo agio nel salotto di Santoro e così coccolato da così tante intelligenze della cosiddetta sinistra radicale, che a me sembrano purtroppo molte lontane dalle persone in carne e ossa e dai loro problemi, ho l’impressione che non sia io ad avere forti legami”. 


ORE 22.17 - VENDOLA RISPONDE ALLE 10 DOMANDE DI BOCCIA 

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha riposto in serata alle "10 domande" che gli ha rivolto Francesco Boccia sull'esperienza di governo. 

1) Sulle pagine del Corriere della Sera io ho posto alla sinistra italiana il tema di un nuovo compromesso con forze moderate e centriste, incluso l’Udc di Casini: senza tabù, senza veti, con una seria discussione programmatica. E dunque? Io mi dichiaro pronto a riprendere un dialogo e una ricerca tra culture diverse per tessere una nuova alleanza riformatrice. 

2) Sì, io ho nei fatti dimostrato un’apertura all’Udc, chiamando Dario Stefano a svolgere il compito di assessore all’agricoltura. Come vedi non solo non pongo veti, ma compio gesti unilaterali. Non ti pare che meriti una piccola lode? 

3) Per quanto riguarda le mammografie, è notorio che, nel 2008, è stato avviato lo screening precoce, per cui le donne sane vengono invitate a recarsi presso uno dei 45 servizi di radiologia di riferimento per l’esecuzione dell’esame. Inoltre la Regione Puglia garantisce la prevenzione del carcinoma mammario anche alle donne della fascia d’età tra 40 e 49 anni. Per le donne di qualsiasi età che siano sintomatiche, cioè che presentano noduli sospetti, viene garantita la priorità di accesso ed i tempi d’attesa sono brevissimi (mediamente una settimana). Per quanto riguarda le visite cardiologiche, ai pazienti per i quali i medici curanti segnalino condizioni cliniche particolari, è garantito il rispetto dei tempi massimi individuati dalla Regione. 

4) Ritengo che la Puglia abbia compiuto un balzo epocale sul ciclo dei rifiuti. Ho cancellato dal Piano quella vera e propria porcheria che erano gli inceneritori di vecchia tecnologia. Ho firmato i contratti e ho cominciato la mia lotta contro il tempo per cantierizzare i nuovi impianti. Abbiamo oggi inaugurato quasi tutti gli impianti (separazione dell’umido e del secco, biostabilizzazione, impianti di produzione CdR, impianti di compostaggio) che dotano la Puglia di un parco impiantistico tra i più moderni d’Italia. 

5) Questa domanda, caro Francesco, è proprio un incidente. Io ho bocciato il raddoppio degli impianti Eni di Taranto. 

6) Sei male informato: ed è un vero peccato. La Regione Puglia negli ultimi anni ha progressivamente e fortemente ridotto la spesa per consulenze e collaborazioni raggiungendo un picco nel 2008 (confermato dai dati tendenziali del 2009) quando la riduzione è stata di oltre il 50% dell’anno precedente. 

7) Io non ho licenziato Riccardo Petrella, che considero un maestro della cultura dei beni comuni. Ho avuto con lui un dissenso trasparente e forte sulle priorità operative e strategiche di una azienda impoverita e arrugginita come era l'Acquedotto pugliese nel 2005. 

8) La domanda su "Le notti bianche" veramente incredibile per una persona colta come te. Noi abbiamo investito risorse della promozione turistica (che come sai non sono spendibili per integrare ammortizzatori sociali) in forma inedita e con grande successo economico e non solo economico. 

9) Io non ho mai definito un “inciucio affaristico” il dialogo tra D’Alema e Casini. Ho solo chiesto che quel dialogo e quella prospettiva alleanzistica potessero diventare un processo politico condiviso, fondato sulla preminenza dei programmi e su un forte profilo riformatore. 

10) Caro Francesco, l’ultima domanda non meriterebbe alcuna risposta. Le assunzioni sono il frutto di un lungo percorso amministrativo e testimonianza di un fatto storico per la nostra regione, mai avvenuto prima: quello di avere bandito e portato a compimento, per l’assunzione di dirigenti e personale, diversi concorsi e selezioni pubblici.

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MARZO 2010. Cosa mi toccherà dire ai cittadini pugliesi a cui chiederò il voto...
1 dicembre 2009
Chissà quanti di noi che fanno da anni il porta a porta, che hanno consumato scarpe, preso tanti vaffa e fermato gente per strada (insomma noi "soldati" che portiamo i voti veri e non i "colonnelli"), si ritroveranno a dare queste risposte paradossali alle prossime elezioni regionali in Puglia:

"...eh si lo so...si si ti avevo detto in questi 5 anni che Vendola stava governando bene, ma sai...poi le cose sono cambiate...la politica, le ragioni della coalizione, gli alleati...antani come se fosse la supercazzola...vedi il discorso è complesso"...

"Ma noooo...macchè mafia...si è vero D'Alema una volta in tv si arrabbiò contro Casini e gli rinfacciò che aveva Cuffaro in lista...ma poi hanno fatto pace...e quelli dell'Udc pugliese sono persone perbene. Siiiiiiiiiii lo so che stavano con Fitto e Berlusconi 5 anni fa...ma ora stanno con noi perchè siamo più affidabili. Come dici? Si in Piemonte e Lazio stanno col centrodestra, ma sai questa è la nuova politica"

"Si si...E lo so che Vendola ha fatto la legge contro la diossina in Puglia, ha detto NO alle centrali nucleari e al raddoppio dell'Eni...si si...ma non potevamo ricandidarlo. Non vedi, era troppo sicuro di sè, arrogante...poi con quei baffi...ah no scusa, non ha i baffi e poi io arroganti con i baffi non ne conosco..."

"E vabbè ma se ragioni così allora vuoi far vincere Fitto! Vuoi che vinca lui e il centrodestra?No vedi, allora devi votare il MENO PEGGIO."

IO AL MENO PEGGIO NON CI STO E A MARZO 2010 VORREI POTER DIRE INVECE: 

"C'E' UNA PUGLIA MIGLIORE CHE CHIEDE IL TUO VOTO!"



permalink | inviato da massimiliano il 1/12/2009 alle 16:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Lui, lei e cicciobello
17 giugno 2009
Immaginate una moglie che tradisce il marito. 
Immaginate lui, un uomo ormai anziano con tanti capelli bianchi, che cammina per strada e la gente che lo deride e lo chiama “cornuto”! Lui, in uno scatto d’orgoglio, mentre passeggia con lei, in mezzo alla gente, la apostrofa dicendole che svolge il mestiere più antico del mondo. 
Litigano, si picchiano, si lasciano, cominciano a fare le pratiche per il divorzio.
Poi un giorno, come se nulla fosse successo, lei si presenta a casa di lui, e questi le apre la porta sorridente. Magicamente, i due si amano come prima. Ma non basta. Lei porta con se il suo amante, uno paffuto con la faccia da cicciobello, e il marito decide che può dormire nel lettone con loro, in mezzo. Ed è pure contento.
L’amante di lei lo obbliga anche a portare fuori il cane a far pipì, a lavare i piatti, a stirare, ma lui è sempre contento. Quando cammina per strada la gente ride al suo passaggio, continua a chiamarlo “cornuto” ma a lui fa finta di nulla.
Lui vivrà sempre così, con la moglie e l’amante cicciobello che gli impartiscono ordini ogni giorno.
Peccato che la moglie non sappia (o faccia finta di sapere) che anche lui ha un’amante che nasconde nell’armadio. E non c’è niente di bello in tutto ciò. 

Che brutta storia eh? Fortunatamente è solo fantasia…
A Taranto, una storia così, non potrà mai accadere.



permalink | inviato da massimiliano il 17/6/2009 alle 12:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
E poi vince Berlusconi...
2 maggio 2009

"Se non sa chi sono, vuol dire che non legge i giornali".

Quest'accusa lanciata a La7 da Corona a Livia Turco ci dice tante cose.

Da una parte l'acuta Santanchè che dice che "vivendo in questo Paese so chi è Corona", dall'altra la Gardini che con furbizia aggira ogni giudizio dicendo "conosco lo zio Puccio Corona e conoscevo il padre".
E poi Livia Turco che dice che non sa chi sia. Anzi, si infervora e dice che sui giornali legge altre cose, che legge libri e che lei di questo Paese conosce fabbriche, operai ecc.

Ho una grande stima di Livia Turco ma, purtroppo, questo episodio la dice lunga sul perchè la sinistra non riesce a battere Berlusconi (e chissà quando lo rifarà).
Premetto che non è necessario leggere Novella 2000 o vedere un reality per conoscere Corona nè che bisogna sapere tutto su di lui. Non è pensabile però, per un politico, non sapere chi sia un personaggio che è stato al centro di un'inchiesta giudiziaria che ha coinvolto non solo personaggi famosi della tv (quella scatola che gli italiani guardano e che, in parte, può influenzare i propri immaginari e, di conseguenza, il proprio voto), ma anche un rampollo di casa Fiat (quella che oggi è sui giornali per salvare la Chrysler...), Vittorio Emanuele e che ha creato discussioni accese sul sistema dei media. Un'inchiesta che è stata portata avanti dal magistrato di Potenza che, con una sua inchiesta fece nascere il caso Mastella che poi ha fatto cadere Prodi.
Per questo non è possibile non conoscere Corona. Per questo, dico, che molti a sinistra sono ancora legati a un modo lontano di fare politica che non è in grado di farsi capire dalla gente e di capirla.
Non voglio con questo dire che un buon politico debba sapere chi vince l'Isola dei Famosi o queste cose qua, ma, dico, che deve quanto meno conoscere cosa appassiona gli italiani, cosa leggono, come si informano sulla quotidianità e sulla politica, di cosa parlano davanti a una pizza. Perchè tutto questo contribuisce a creare la loro opinione.

E poi vince Berlusconi...


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marzo