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massimiliano
diario di bordo di un cavallo pazzo
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"L'ottimista è un uomo che, senza una lira in tasca, ordina delle ostriche nella speranza di poterle pagare con la perla trovata." - Ugo Tognazzi

"Chi disse :  preferisco avere fortuna che talento, percepì l'essenza della vita" - "Match Point"
Contro il killeraggio, contro i finti moralisti e (un po’) a favore di Feltri
4 settembre 2009
Leggo proprio oggi i dati dello Svimez sul Mezzogiorno che dicono che la Puglia è la regione virtuosa del Sud e mi viene rabbia. Mi trovo nella regione che ha anche il primato per gli investimenti nelle energie rinnovabili. La regione dei bollenti spiriti, di un turismo che cresce sempre di più.
E per colpa di qualche politico malato di fica e di potere (non trovo altri termini, scusate) che amministra(va) la mia Regione, tutto quanto di buono è stato fatto in questi quattro anni rischia di essere dimenticato. Da qui a marzo si continuerà a parlare di scandali sessuali, di favori, di bustarelle e rischia di pagare tutto il centrosinistra, Vendola in testa, le colpe di qualcuno su cui spero quanto prima si faccia giustizia “vera”. Speriamo che questi mesi basteranno per far vedere quanto di buono c'è stato e quante persone perbene ci sono nel centrosinistra, come diceva il mio amico Luciano qui su facebook ieri. 
Per questo in questi giorni non me la sono sentita di dare torto a Feltri. E vi spiego perché.
Premetto che non mi piace la barbarie giornalistica fatta di insinuazioni sia che riguardi Berlusconi sia che riguardi altri. Non mi piace vivere in un Paese in cui il Premier minaccia la stampa. Non mi piace neanche la sinistra che si appassiona alle rivelazioni sulle escort e sull’impotenza di Berlusconi e che poi condanna Feltri per le cose dette su Boffo. Certo mi sembra difficile che Feltri conduca una campagna così importante senza consultare il suo editore. Insomma è probabile che l’intento di Feltri sia intimidatorio verso chi accusa Berlusconi ma mi voglio soffermare di più sull’obiettivo del suo articolo: basta coi finti moralismi.
Basta con i politici che parlano di famiglia e sono divorziati, basta con i politici che si scagliano contro le unioni civili tra gay e poi si scopre essere essi stessi gay (e sposati con figli!), basta con i posti di lavoro regalati a chi la dà e poi parlano di merito! 
Insomma, ha ragione Feltri, basta col moralismo di persone che fanno cose diverse da quelle che dicono. 
E, anche se qualcuno storcerà il naso, mi sembra appropriato citare un discorso abbastanza famoso dell’aprile 1993 alla Camera dei Deputati pronunciato da uno che avrà fatto tanti errori politici, avrà anche rubato, ma che più di tutti ha pagato quella stagione:

[…] cio' che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, e' che buona parte del finanziamento politico e' irregolare od illegale. I Partiti specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attivita' propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche e operative, hanno ricorso e ricorrono all'uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest'aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro"



permalink | inviato da massimiliano il 4/9/2009 alle 16:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Pd: il rischio di sentire la stessa musica
1 luglio 2009
Sto leggendo con attesa e curiosità le note dei miei amici e i commenti sui giornali che parlano del prossimo congresso del Pd. Soprattutto mi incuriosisce chi già si è schierato con l’uno o l’altro “sulla fiducia”, senza capire ancora cosa vogliono che sia questo partito. Hanno già le idee chiare, come li invidio!
Comincio col dire che non sono iscritto al Pd, pur avendo partecipato come “fondatore” alle primarie, ma che mi sono iscritto all’età di 16 anni al Pds, nel 1992, quando un giovane acutissimo con i baffi, che adoravo, era capogruppo alla Camera. 
Da allora la musica è sempre stata la stessa, dentro al “Partito” prima e nel Pd ora. Più di qualcuno ha detto che si sta ripetendo ancora una volta la sfida D’Alema-Veltroni. Io non credo sia così, ma credo che queste figure siano ancora troppo ingombranti. Il primo credo che sia stato il miglior segretario che io abbia mai avuto, il secondo un buon uomo di governo nella prima stagione di Prodi, ma poco adatto, direi pochissimo, a fare il segretario, prima nei Ds e poi nel PD.
Ora basta però. Serve uno che spariglia le carte, che faccia davvero la contaminazione di cui parliamo da due anni. Uno che abbia coraggio.
Non voglio un partito in cui contano ancora le casacche, le provenienze. 
Non mi interessa leggere, come accaduto oggi in occasione dell'inaugurazione del comitato di Bersani, nel suo staff c'è tizio vicino a Letta, caio vicino a Bindi, etc. Mi interessano le idee!!!
Non è possibile che accada ancora quello che è successo di recente in un comune a me molto vicino in cui si votava per comunali e provinciali. Siccome il candidato sindaco era un ex-diessino quello alla provincia doveva provenire dalla Margherita. Oppure come a Taranto, dove in queste ore si discute della giunta provinciale, il cui criterio di composizione è “scorrere la lista degli eletti” e non invece scegliere le migliori competenze per governare, come Domenico che nell’ultimo anno ha dato un’impronta positiva e da tutti riconosciuta all’assessorato al Bilancio.
Voglio un segretario che venga giudicato sul suo lavoro nel lungo termine. Perché non si può cacciare Veltroni dopo un anno e mezzo o, allo stesso tempo, dopo 4 mesi dire che Franceschini è il nuovo del PD. Anche perché il nuovo segretario avrà il compito nel 2013 di affrontare la prima campagna elettorale senza Berlusconi a guida del centrodestra (perché non illudiamoci che questo governo cada prima).
Non voglio un partito in cui una fa un bell’intervento ad un’assemblea, viene cooptata e candidata al Parlamento Europeo, mentre decine di amministratori validi del PD, dal nord al sud, in modo oscuro, lontano dai media, combattono giornalmente sul territorio per mantenere in vita il partito e governare bene. E a proposito della Serracchiani, nessuno mi venga a dire che i suoi voti sono solo d’opinione, perché sappiamo tutti che è stata “indicata” in modo forte dal Partito nazionale!
Non voglio un segretario che mi dica ancora una volta “dobbiamo ripartire dai territori”, mi deve dire come! Voglio un segretario che organizzi il partito, che gli dia una struttura.
Voglio un segretario che abbia coraggio nelle scelte. Perché, come diceva acutamente Paolo Guarino in una sua nota, la vocazione maggioritaria va bene, ma non come il corriamo da soli, ma come ” ambizione a saper proporre quel racconto del paese intorno al quale, poi, costruire coalizioni, aggregando forze politiche”. Insomma un conto sono le alleanze per le provinciali, perché Udc e Vendola possono andare d’accordo sulla costruzione di una strada, un conto è proporre un’alleanza di Governo per l’Italia, perché bisognerà fare scelte su temi etici in cui si mettono in gioco i propri valori e la propria visione del mondo.

Insomma questo partito mi è sembrato finora una famiglia in cui i genitori sono in lite continua, si gettano addosso i piatti, con i figli che continuano a non capire perché mamma e papà litigano.
Ecco, sarebbe bene che i genitori decidessero non dico di non litigare, ma di capire che le cose che ancora li tengono uniti sono tante, di più di quelle che li separano. 
Ma soprattutto devono capire che ne va del futuro dei loro figli.



permalink | inviato da massimiliano il 1/7/2009 alle 11:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Vaglielo a spiegare tu...
13 febbraio 2008
Questa poesia di Pablo Neruda la dedico a tutte le persone che mi conoscono veramente e che sanno cosa sia per me l'amore.


Io ti ho nominato regina.
Ve n'è di più alte di te, di più alte.
Ve né di più pure di te, di più pure.
Ve né di più belle di te, di più belle.

Ma tu sei la regina.

Quando vai per le strade
nessuno ti riconosce.
Nessuno vede la tua corona di cristallo, nessuno guarda
il tappeto d'oro rosso
che calpesti dove passi,
il tappeto che non esiste.

E quando t'affacci
tutti i fiumi risuonano
nel mio corpo, scuotono
il cielo le campane,
e un inno empie il mondo.

Tu sola ed io,
tu sola ed io, amor mio,
lo udiamo.



permalink | inviato da massimiliano il 13/2/2008 alle 14:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Ugo
27 ottobre 2007

Primo Arcovazzi (Il Federale), Raffaello Mascetti (Amici miei), Temistocle Mario Orimbelli (La stanza del vescovo) e la nave “La Tinca”, Walter Ferroni (Ultimo minuto), Primo Spaggiari (La tragedia di un uomo ridicolo), Emerenziano Paronzini (Venga a prendere il caffè da noi), Renato (Il vizietto), Joseph Pujol (Il petomane), il giudice Bonifazi (In nome del popolo italiano)…o semplicemente Ugo (La grande abbuffata).
Diciassette anni fa moriva Ugo Tognazzi, come molti amici sanno il mio attore preferito. Non so dire da quando è iniziato questa passione per questo attore né con quale film (forse con la supercazzola che amo fare in giro, rischiando anche io di essere picchiato da un capomastro…).
Certo è che da un po’ di tempo colleziono suoi film, libri, biografie, ora anche riviste con copertina dedicate a lui.
Con Gassman, Manfredi e Sordi ha rappresentato l’Italia del boom, con i suoi personaggi “mediocri”, legati al cibo e al sesso più di ogni altra cosa e racchiusi nella figura del padre de “la tragedia di un uomo ridicolo”. Qui infatti a Primo Spaggiari-Ugo rapiscono il figlio e lui, piccolo imprenditore caseario in crisi, pensa di sfruttare il sequestro del figlio per risalire la china. Intanto, ovviamente, trova il tempo per provarci con la fidanzata del figlio.
Io non so a quale dei personaggi citati sopra sono più legato, certo è che Ugo avrebbe potuto dare ancora tanto al cinema italiano che, troppo in fretta, si dimenticò di lui (e di Gassman) alla fine degli anni ’80.

Ciao Raffaello!




permalink | inviato da massimiliano il 27/10/2007 alle 10:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Se non ho te
12 luglio 2007
 
Il settimo: Faggiano, Carosino, Roma, Lecce, Mesagne, Taranto e ora di nuovo Roma.
E’ stato invece battezzato lui, al suo primo concerto e accanto a noi l'avvo, accanto a me per la quarta volta.
Mi immergevo in quell’onda e ne rimanevo dentro per due ore e mezza, fino a quando Dio è morto non mi ricordava che il concerto stava per finire. E come al solito l’ultima canzone, ovviamente Io vagabondo, mi emozionava, perché era finito un altro concerto, un’altra storia da raccontare.
Intorno a me c’era la festa del Pdci e mi sembrava di trovarmi in una festa del Pci anni ’80 con manifesti del Migliore messi qua e là. E poi panino con la salsiccia, birra, rhum, cubano Montecristo, moijto…e pugno chiuso per tutto il tempo del concerto (uno ha alzato il pugno chiuso con il mano il panino e salsiccia!).
E’ affascinante vedere Beppe Carletti ancora così divertito nel suonare canzoni che canta dal 1963.
Il cuore batteva forte per tante canzoni, ogni canzone una storia…riporto il testo di una di quelle che ieri mi ha trasmesso più emozioni e che dà il titolo a questo post: 

La mia libertà,

di bere a grandi sorsi i giorni miei,

nuove strade fra di noi

nuove luci, nuovi occhi e poi,

un cammino, che non finisce mai,

la mia libertà,

la mia vita si apre come una poesia,

le domande dentro di te,

come acqua fra le dita sai,

se ne vanno rivedendo gli occhi miei,

e sul tuo cuore sai,

io riposerò

il tuo respiro è soltanto un attimo,

che corre forte

parla di noi,

e non ha tempo di voltarsi mai,

e come i sogni,

che bruciano,

dietro ad un sorriso piano si nascondono,

ed ho paura,

di dirti che,

io non ho niente,

se non ho te.

Ed ho paura

ad ammettere

che non ho niente se non ho te

ed ho paura sai

di ammettere che

non ho niente

se non ho te.




permalink | inviato da massimiliano il 12/7/2007 alle 11:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Ecco che è successo l'anno scorso: avevo Saturno contro
8 marzo 2007


Saturno contro. Deve essere questo che ho avuto lo scorso anno. Certo, non mi è successo nulla di così drammatico come a Davide, il personaggio interpretato da Favino (grandioso!!) nel film di Ozpetek, ma anche io ho dovuto impararare che nulla è per sempre.
Come al solito non mi azzarderò a fare una recensione del film, ma solo a buttare giù le emozioni che mi ha dato.
E' un bel film , di quelli corali che piacciono molto a me.Un film fatto di dialoghi a tratti geniali e di una regia intelligentissima.
(chi non ha visto il film non prosegua a leggere, gli anticiperei troppe cose)
Dialoghi da ricordare:
1)Lei è gay?
   Io gay?Noo. Io sono frocio. Sono all'antica.
2)Io mi drogo.Lei ha mai fatto uso di droghe?
   No, io faccio l'uncinetto.
3)Questa composizione è così bella che vorrei distruggerla!
   Ah, e...risolverebbe qualcosa?
   No, ma risparmierei un Tavor

Un film fatto si silenzi bellissimi. L'immagine della panchina verde dell'ospedale vuota dopo la morte di Lorenzo, la passeggiata di Accorsi che insegue la Ferrari verso il loro covo d'amore e la scelta di non far vedere nulla se non un bacio, la scena finale col tavolo di ping pong che si svuota perchè nulla è per sempre. E poi la struggente scena della sala mortuaria. Tutta la scena è vista con gli occhi di una bravissima Ambra Angiolini, a cominciare dalla scelta della bellissima canzone di Gabriella Ferri così contrastante con la drammaticità del momento, fino all'immagine di tutti gli amici, ancora insieme, come nella cena iniziale.
Per quanto mi riguarda...spero che quest'anno Saturno si faccia i cazzi suoi!




permalink | inviato da il 8/3/2007 alle 11:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Martin!Martin!Martin!
26 febbraio 2007

Dopo 36 anni il cinema, almeno quello degli oscar, quello commerciale, si riconcilia con se stesso.Non c'era certo bisogno di questo oscar per dare il giusto tributo a un regista che ci ha regalato tante emozioni, però sembrava quasi una punizione.
Finalmente Martin Scorsese. 



permalink | inviato da il 26/2/2007 alle 11:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Jaco vive.
6 febbraio 2007

Quando il 6 febbraio di 29 anni fa morivi io dovevo ancora compiere due anni. Ma so chi eri.
Ciao Jaco.



permalink | inviato da il 6/2/2007 alle 15:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Questo calcio mi fa skyfo
5 febbraio 2007

In questi giorni si è detto tanto sui fatti di Catania.Subito mi è venuto in mente quando nel 2001 i cacanesi lanciarono rubinetti e piastrelle ai nostri tifosi!
La tv ho preferito non seguirla, troppe parole al vento...in un momento in cui il calcio è in silenzio per rispetto di un uomo morto, anche i commentatori dovevano astenersi dall'aprire bocca.
Non sono però d'accordo su alcune cose dette dai funzionari dello sport...prima volevano bloccare il campionato..si, e i rimborsi agli abbonati alla propria squadra e a Sky chi li paga? Poi fanno marcia indietro e dicono che chiuderanno gli stadi non a norma con decreto Pisanu, dimenticandosi che sono solo 5 quelli a norma e che servono milioni (dico milioni) di euro per mettere tornelli e videocamere di sorveglianza. Insomma si fermerebbe la serie A e, anche questo, non sarebbe gradito a Sky, vera fonte di sostentamento delle squadre di serie A, altro che incassi al botteghino. E gli altri campionati? Che facciamo andiamo tutti a casa?
Non si può dire come il pazzo criminale mataresse che i morti fanno parte del sistema e che lo spettacolo deve continuare, ma ha detto però quello che altri non hanno il coraggio di dire: oggi in Italia il calcio è una grande industria che non si può fermare.Questo calcio è diventato business, non come ai tempi di Maradona (scusate il momento di romanticismo)...e non si può fermare.
Però ci piace, anche così. E ci fa emozionare, ci fa spendere soldi, ci fa gridare e sperare.
E ora? Ci vogliono togliere il giocattolino. Ma questo giocattolino non può essere il prezzo da far pagare a migliaia di veri sportivi per pochi teppisti.
L'ultima volta allo stadio di Taranto ho visto la partita contro la Sambenedettese. Circa settemila spettatori. La loro è una delle poche tifoserie che rispettiamo e che è venuta anzi a prendersi gli applausi per uno striscione in memoria di due tifosi. Noi eravamo in vantaggio di due gol, le tifoserie tranquille e che succede?dei ragazzini lanciano bottiglie in campo, così senza motivo.
E' questo che non si vuole capire, poche decine di persone non possono rovinare la passione di tanti. Sono questi i teppisti che non sanno neanche i nomi dei calciatori della propria squadra, che fumano le canne in curva e poi chiedono agli altri il risultato.Liberiamoci di questi. Altro che diffide, mano pesante...e senza indulto per favore.
Come ha detto Paolo Liguori chiudere gli stadi ora sarebbe come se dopo l'11 settembre si fossero chiusi gli aereoporti. Allora chiudiamo anche le piste di sci perchè sono morti due sciatori la settimana scorsa?




permalink | inviato da il 5/2/2007 alle 21:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
cinema
La ricerca della felicità
18 gennaio 2007


La cosa che più mi ha colpito del film di Muccino è il finale. Rischiava infatti di essere un finale patetico, scontato, molto americano, con Will Smith che già vedevo dietro una scrivania stile gran farabutt di fantozziana memoria, con sedia in pelle umana, piante di ficus, cubano e due telefoni per orecchio.
Invece il finale è quello giusto e il film bellissimo, da vedere. Lo stesso Muccino dice di essersi ispirato al De Sica di "Ladri di biciclette" (la fuga dal tassista e i momenti bellissimi col figlio), ma qui c'è anche molto Frank Capra di "La vita è meravigliosa".
Un film che commuove e coinvolge, che trasmette la rabbia che ha Will Smith (bravissimo!), la rabbia che leggi nei suoi occhi quando è costretto a dormire nei bagni della metro e ti da anche la gioia, la bellezza di aver raggiunto il proprio sogno, rappresentato dal contenuto pianto del protagonista quando sa di averlo realizzato e dalla sua successiva euforia.
Per quanto riguarda il titolo...beh, complimenti a Jefferson che ha scritto nella Dichiarazione di Indipendenza che il fine dell'uomo è la ricerca della felicità.



permalink | inviato da il 18/1/2007 alle 0:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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