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Contro il killeraggio, contro i finti moralisti e (un po’) a favore di Feltri

Leggo proprio oggi i dati dello Svimez sul Mezzogiorno che dicono che la Puglia è la regione virtuosa del Sud e mi viene rabbia. Mi trovo nella regione che ha anche il primato per gli investimenti nelle energie rinnovabili. La regione dei bollenti spiriti, di un turismo che cresce sempre di più.
E per colpa di qualche politico malato di fica e di potere (non trovo altri termini, scusate) che amministra(va) la mia Regione, tutto quanto di buono è stato fatto in questi quattro anni rischia di essere dimenticato. Da qui a marzo si continuerà a parlare di scandali sessuali, di favori, di bustarelle e rischia di pagare tutto il centrosinistra, Vendola in testa, le colpe di qualcuno su cui spero quanto prima si faccia giustizia “vera”. Speriamo che questi mesi basteranno per far vedere quanto di buono c'è stato e quante persone perbene ci sono nel centrosinistra, come diceva il mio amico Luciano qui su facebook ieri. 
Per questo in questi giorni non me la sono sentita di dare torto a Feltri. E vi spiego perché.
Premetto che non mi piace la barbarie giornalistica fatta di insinuazioni sia che riguardi Berlusconi sia che riguardi altri. Non mi piace vivere in un Paese in cui il Premier minaccia la stampa. Non mi piace neanche la sinistra che si appassiona alle rivelazioni sulle escort e sull’impotenza di Berlusconi e che poi condanna Feltri per le cose dette su Boffo. Certo mi sembra difficile che Feltri conduca una campagna così importante senza consultare il suo editore. Insomma è probabile che l’intento di Feltri sia intimidatorio verso chi accusa Berlusconi ma mi voglio soffermare di più sull’obiettivo del suo articolo: basta coi finti moralismi.
Basta con i politici che parlano di famiglia e sono divorziati, basta con i politici che si scagliano contro le unioni civili tra gay e poi si scopre essere essi stessi gay (e sposati con figli!), basta con i posti di lavoro regalati a chi la dà e poi parlano di merito! 
Insomma, ha ragione Feltri, basta col moralismo di persone che fanno cose diverse da quelle che dicono. 
E, anche se qualcuno storcerà il naso, mi sembra appropriato citare un discorso abbastanza famoso dell’aprile 1993 alla Camera dei Deputati pronunciato da uno che avrà fatto tanti errori politici, avrà anche rubato, ma che più di tutti ha pagato quella stagione:

[…] cio' che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, e' che buona parte del finanziamento politico e' irregolare od illegale. I Partiti specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attivita' propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche e operative, hanno ricorso e ricorrono all'uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest'aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro"

Pubblicato il 4/9/2009 alle 16.43 nella rubrica passioni.

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